Senso di colpa alimentare: ecco come affrontarlo

Non serve una vita di “devo ma non devo.” Lascia perdere tutti quei “so che non si fa, ma è più forte di me”. Stop ai sensi di colpa e ai tabù

La maggior parte di noi ha ben presente quel momento, quando la testa dice no e la pancia dice sì. L’anima ascolta il bambino che cerca la sua gratificazione, mentre la ragione è pilotata da leggende metropolitane e informazioni inculcate negli anni. Insomma, una continua e infinita guerra tra costruito e innato, tra ciò che è giusto e ciò che sbagliato. Un conflitto tra la tua parte istintiva e quella che deve a tutti i costi rispettare le regole imposte. Tra ciò che voglio perché così mi gratifico e ciò che devo perché così non ingrasso. La domanda è: come affrontare il senso di colpa alimentare?

Se segui le imposizioni e le regole, prima o poi sgarri. È umano. Se invece ti abbandoni alla tua parte istintiva, vieni travolto dai sensi di colpa. E ogni volta è la stessa storia: abbuffate seguite da tentativi estremi di smaltire le calorie di troppo, porzioni minuscole e digiuni forzati. Tutte le volte che una parte di te continua a ripetersi “non lo devi fare!” ma l’altra invece trova un’infinità di giustificazioni, facendoti andare in tilt e rendendoti incapace di fare la scelta giusta. Tutto questo si chiama dissociazione: il corpo chiede, la testa nega. È una lotta all’ultimo sangue dove vince solo il compromesso. La soluzione, infatti, esiste e, come spesso accade, sta nel mezzo. 

dissociazione e senso di colpa alimentare

Prova le prime volte al ristorante. Scegli una pietanza che davvero ti piace, ma non andare oltre. Gustala lentamente, il giorno dopo sii equilibrato. Vedrai con i tuoi occhi che il tuo peso non subirà alterazioni negative. Calmerai così le tue ansie e piano piano entrerai nel meccanismo giusto.

Senso di colpa alimentare: ecco 3 consigli utili per affrontarlo al meglio

Come già anticipato, quella tra regole imposte e gratificazione, freni e istinto, è una lotta all’ultimo sangue. Un conflitto interiore che può essere risolto facilmente, al contrario di come molti e molte pensano. La soluzione? Il compromesso, da ricercare e coltivare con costanza, per stare bene con sé stessi e vivere serenamente. In questo senso, ho deciso di fornirti 3 consigli utili per raggiungere questo obiettivo. Eccoli.

1. Sii consapevole di te stessa/o e del tuo corpo 

Coltivare la consapevolezza di sé stessi è il primo passo per vivere meglio. In particolare, consapevolezzaintesa come essere cosciente, giorno dopo giorno, del proprio corpo e delle sensazioni ad esso connesse. Dunque, questo significa prestare attenzione ad ogni segnale, grande o piccolo che sia: fame o sazietà, energia o stanchezza, a seconda dei diversi momenti della giornata. Vuol dire identificare ciò che davvero ci piace e cosa no, ciò che ci gratifica e quello che ci opprime. 

Ma la cosa straordinaria è che sarà proprio il tuo corpo a farti sentire tutti questi stimoli. Di conseguenza, impara ad ascoltarlo al meglio, fidandoci ciecamente di lui. Questo potrà condurti alle soluzioni che cerchi.

Essere consapevoli di sé stessi per affrontare il senso di colpa

2. Permettiti di sbagliare: è una cosa normale.

Il proprio rapporto con il cibo, le innumerevoli esperienze quotidiane, così come la tua intera esistenza sono fatti di successi e fallimenti, vittorie schiaccianti e scomodi scivoloni. Fa parte della vita, ed è normale che sia così.

Per questo, se il tuo obiettivo è perdere peso, ad esempio, ma sai di esagerare con alcuni cibi per una serie di cause varie, è chiaro che tutto non può cambiare dal nulla, dall’oggi al domani.

Se hai deciso di provare a mangiare in maniera più consapevole in certe situazioni, è praticamente scontato che non riuscirai a farlo sempre. Ci saranno volte in cui ti ritroverai a sgarrare, così come altrettante nelle quali riuscirai a gestirti. L’importante è imparare a rialzarsi, quanto prima. Più impari a cadere, più ti permetti di sbagliare, e prima sarai in grado di raggiungere l’obiettivo prestabilito. Con tutta la serenità del caso.

3. Affrontare il senso di colpa alimentare? Individua la tua guida ispiratrice 

Il terzo e ultimo consiglio è quello di individuare, con cura, una persona o un professionista che ti ispiri in questo percorso, capace di promuovere un approccio sereno e pacifico al cibo.

E attenzione. È importante che quel qualcuno dimostri, in prima persona, ciò di cui parla, facendosi appieno portatore di risultati palesi per sé stesso e per gli altri che l’hanno seguito.

Assicurati di come egli affronti le giornate e il mangiare, cercando di capire se quello potrebbe essere l’approccio ideale anche per te. Solo a quel punto potrai imparare, prendendolo come un esempio, una guida e un modello a cui rifarsi. Sarà lei la persona che ti guiderà nel percorso di rinascita, sarà lei a sciogliere ogni tuo dubbio.

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